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  Vetrina del mese | Febbraio 2012        Una tenue speranza   -  di Albino Monteduro

 

La parete rosa delle rose

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Olio su tela

 

 

 

 

 

 

Coloro che oggi si dedichino all'arte, o siano solo animati dal desiderio di divulgarla, sono da considerare dei veri e propri coraggiosi.

Sono le circostanze che rendono tali intenzioni ardue, nel contesto attuale; e più grande deve essere il coraggio, se l’arte è la pittura (o ciò che oggi è diventata).

Tanti sono i rivoli in cui si ramificano le tendenze e gli stili. Tanti sono gli Ismi e gli anti-Ismi, le scuole, gli epigoni, le avanguardie, al punto che, ormai, chiunque pratichi tale territorio subisca inevitabili contraccolpi. Ci sono, ovviamente, delle eccezioni che riguardano “pittori” di paesaggi, ritratti, fiori, laghi, monti, ecc, ecc, i quali, in virtù di ignoti meccanismi, non subiscono contraccolpi e riescono a sbarcare un discreto lunario che consente loro di vivere di pittura (buon per loro!). 

Non è difficile, con tali premesse, incontrare alle manifestazioni artistiche persone perplesse, allarmate, poco propense ad esprimersi, con la certezza che l’argomento sia prerogativa di addetti ai lavori o, tutt’al contrario, persone per niente intimidite, che, dall’alto della propria sensibilità, esprimono giudizi e critiche in quantità. 

 

E l’artista?

Talvolta è proprio lui il più disorientato. Abituato a lavorare andando per la propria strada; esercitando un mestiere che è frutto dell’ingegno personale; ascoltando un istinto che spesso sgorga prepotente; impegnato a trovare il procedimento per concretizzare l’opera, non sempre riesce a rassicurare il pubblico con l’oratoria. La conoscenza della materia, delle tecniche e dei contenuti a lui vicini, gli sono sufficienti per esercitare il mestiere. Il frutto del suo lavoro è l’equilibrio. Il racconto parte dall’interno, dal proprio vissuto e deve poi regolare i conti (metafora violenta, purtroppo) con il vasto panorama fuori. Non deve essere, necessariamente, un intellettuale. Né deve convincere con i discorsi. è la sua opera che deve parlare. Ma da ciò discende che chi guarda deve conoscere, discernere, insomma, essere disponibile.

è proprio così? 

Quasi un miracolo se, in un tale marasma, pochi coraggiosi e, forse, dilettanti (che traggono diletto), alimentando tenui speranze, hanno ancora la volontà, imperterriti, di lavorare!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo Aggiornamento: 29/01/2012 - Albino Monteduro